LA SCLEROTERAPIA E IL TRATTAMENTO E.S.E.C

Le Vene Varicose:
compaiono in molte donne e talvolta negli uomini.Con un diverso grado di gravità, rovinano l’estetica delle gambe, oltre ad essere un vero problema di funzionalità, limitando la deambulazione.
I capillari visibili a livello degli arti inferiori, sono tecnicamente dette teleangectasie. Si tratta di sottili vene dilatate, il loro colore è variabile dal rosso vivo, al blu, al verde scuro. Dipendono in linea di massima da vari fattori tra cui: ereditarietà genetica, gravidanza o altri eventi che comportino delle alterazioni ormonali, aumento di peso, attività che richiedano una prolungata stazione eretta o viceversa eccessivamente sedentaria e anche da alcuni farmaci. In pratica appaiono ramificazioni che si dipartono da un punto centrale, oppure ramificazioni che si dipartano da un vaso centrale lineare della gamba, ma possono anche comparire vasi singoli lineari ( comuni nella cavità del ginocchio), sempre e comunque antiestetici. In tutti i casi elencati, la terapia sclerosante è sicuramente di successo.
 Figura 1

 La scleroterapia offre ottimi risultati nel trattamento delle teleangectasie e consente di risolvere questo disturbo quasi esclusivamente di tipo estetico. Nonostante quanto si potrebbe pensare, trattandosi di iniezioni, il trattamento non è doloroso: le punture vengono effettuate con aghi molto sottili, praticamente indolori.

Metodica innovativa per il trattamento delle varici. E.S.E.C. (eco-sclerosi emodinamica conservativa)
L'approccio terapeutico alle varici e al l'insufficienza venosa cronica da sindrome varicosa degli arti inferiori si è sempre basato sull'eliminazione delle vene safene allo scopo di ridurre o sopprimere la stasi venosa. Lo stripping e le nuove tecniche come la laser-chirurgia, la radiofrequenza e la scleroterapia tradizionale sono infatti tutte indirizzate alla soppressione dell'asse safenico. Tali vasi, tuttavia, rappresentano il più importante drenaggio del sistema venoso superficiale verso il circolo profondo.
Inoltre sono a tutt'oggi il principale materiale protesico utilizzato per il by-pass aorto-coronarico. Quindi la terapia più idonea dovrebbe essere quella che, anche a parità di risultati, riesce a mantenere il patrimonio venoso primitivo che la natura è riuscita a sviluppare da quando l'essere umano ha iniziato a camminare con due arti in posizione eretta. L'E.S.E.C., riesce a coniugare ottimi risultati, sia estetici che funzionali, per il mantenimento del sistema venoso safenico,vene safene incontinenti, anche di notevoli dimensioni, destinate attualmente alla eliminazione chirurgica con qualsivoglia tecnica, più o meno avanzata. L'E.S.E.C. non è una scleroterapia tradizionale la cui finalità è l'obliterazione completa del lume del vaso, ma una metodica conservativa dove l'agente sclerosante viene utilizzato a bassissimi dosaggi e in segmenti selettivi del vaso al fine di provocare una riduzione del diametro con il conseguente ripristino della continenza valvolare. Il risultato è la scomparsa delle varici e l'eliminazione della stasi venosa, responsabile della sintomatologia, mantenendo il drenaggio safenico. Le incontinenze safeniche non sono tutte uguali dal punto di vista anatomo-patologico: esistono situazioni conclamate e altamente sintomatiche, ma nella maggioranza dei casi riscontriamo casi con incontinenze safeniche intermedie, in fase evolutiva, perché la malattia varicosa non nasce tale, ma lo diventa peggiorando nel tempo. È importante quindi intervenire prima possibile effettuando terapia e prevenzione nello stesso tempo. Fino ad oggi viene proposto, a prescindere dal grado patologico della malattia varicosa, un unico intervento demolitivo sull'asse safenico, con l'E.S.E.C. la terapia viene, adattata caso per caso in base al risultato di un accurato studio emodinamico che fotografi la situazione reale dello stadio evolutivo della malattia. L'E.S.E.C. è una metodica ambulatoriale che possiede realmente tutti i requisiti che un buon trattamento deve avere: semplicità, efficacia, sicurezza e ripetibilità. È naturalmente indispensabile avere una conoscenza dei presupposti concettuali oltre che un adeguata pratica. L'insufficienza venosa è una malattia cronica ed evolutiva, per lo più ereditaria, pertanto non esistono cure definitive, con qualsiasi tecnica o metodica si affronti il problema, ma con l'E.S.E.C. può essere tenuta sotto controllo con una o due riprese annue di mantenimento (media annuale di 0,52/anno): così non si arriva alla guarigione, ma si ottiene un ottimo risultato funzionale ed estetico, che poi è il vero ed unico obiettivo del paziente, mantenendo il proprio patrimonio venoso con un metodo scarsamente cruento, per lo più indolore (non necessita di anestesia), ripetibile e quindi... ben accettato da tutti. Con le pubblicazioni su Annals of Vascular Surgery (Volume 21, Issue 4, July-August 2007, Pages 535-543) e su Phlebologie (Volume 36, Issue 4, 2007 Pages 186-195) la metodica.E.S.E.C. ha ottenuto il riconoscimento e la validazione internazionale tanto da divenire materia di insegnamento alla Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare presso L' Università di Perugia.
Nessun rischio e poche cautele durante il post-trattamento
Dopo una seduta si può immediatamente tornare alle proprie attività. Potranno essere prescritte calze elastiche da indossare per alcuni giorni, al fine di accelerare il processo di riassorbimento delle vene.
Raramente,dopo il trattamento,si potrebbero presentare ecchimosi e/o pigmentazioni che scompaiono nel giro di 1-2 settimane. Cicatrici o altre complicazioni sono pressoché assenti.

Figura 2
 
 

TRATTAMENTO INSUFFICIENZA VENOSA

TRATTAMENTO DELL’INSUFFICIENZA VENOSA CRONICA CON MACERATI SPAGYRICO-ALCHEMICI
Definizione
L’insufficienza venosa cronica è dovuta ad uno stato di ipertensione venosa prolungata a livello della cute e del tessuto sottocutaneo, prevalentemente degli arti inferiori (1).
In condizioni normali, le valvole venose bicuspidi sono deputate a dirigere il sangue dalle vene superficiali degli arti inferiori verso il cuore (attraverso il sistema venoso profondo), dal basso verso l’alto contro la forza di gravità.
Nell’IVC (Insufficienza Venosa Cronica) tali valvole non sono in grado di svolgere tale compito, pertanto si assiste ad un reflusso (inversione del flusso) del sangue dal sistema venoso profondo a quello superficiale; per tale motivo si crea una ipertensione venosa superficiale.
La conseguenza è un ristagno del sangue all’interno delle vene degli arti inferiori, che crea una pressione continua sulle pareti delle vene che può portare, in una fase avanzata della patologia, allo sfiancamento e dilatazione della parete stessa (varici) e alla fuoriuscita di liquidi nei tessuti circostanti (edema), producendo un danno all’organo
“Endotelio”.

Ruolo dell’Endotelio
L’Endotelio costituisce la struttura che si interpone tra i vasi ed il sangue ed oltre a regolare la funzione di barriera offre la base strutturale e funzionale per i fenomeni legati all’omeostasi, alla trombosi ed all’aterogenesi. Nei capillari è il costituente principale. Le vene originano dalla rete capillare dei vari tessuti ed organi che confluiscono in tronchi di calibro sempre maggiore. La parete venosa si differenzia da quella arteriosa principalmente per la minore quantità di fibre elastiche e la maggiore quantità di collagene. La posizione anatomica dell’endotelio è strategica, poiché interfacciandosi tra sangue e tessuti gioca un ruolo fondamentale nel mantenimento della fluidità del sangue e nella modulazione dell’attivazione della coagulazione o della fibrinolisi. Altra proprietà non trascurabile è la superficie che esso ricopre, che ammonta a parecchie centinaia di metri quadrati.

L’IVC può essere suddivisa in:
- IVC ORGANICA
- IVC FUNZIONALE

L’IVC ORGANICA è causata da vere e proprie patologie delle vene (varici, esiti di trombosi venosa, ecc.).

L’IVC FUNZIONALE è l’espressione di un sovraccarico funzionale delle vene che, seppure normali, sono chiamate ad un lavoro eccessivo (insufficienza di pompa surale da alterazioni della postura, linfedema, ecc.).
Epidemiologia e fattori di rischio
La prevalenza dell’Insufficienza Venosa Cronica è del 10-15% nella popolazione adulta maschile e del 50-55% in quella femminile.
Il disturbo colpisce prevalentemente il sesso femminile fino a 50-60 anni, dopo questa età non si notano differenze significative tra i due sessi.
E’più frequente negli individui di razza bianca che in quelli di razza asiatica.
E’ il frutto di una predisposizione genetica associata a fattori ambientali e sociali di varia natura che comportano o accentuano uno stato di ipertensione venosa (gravidanze, stipsi, utilizzo di contraccettivi orali, calzature scorrette, indumenti inadeguati, vita sedentaria, obesità, alcool, fumo di sigaretta che svolge azione vasocostrittrice sulle
arterie, specie quelle più piccole), anomalie ortopediche (piede piatto o cavo, alterazioni posturali della schiena o delle ginocchia).
E’ in progressivo aumento nelle popolazioni ad alto livello di urbanizzazione e fortemente industrializzate.
L’IVC è una patologia a decorso cronico progressivo, che oltre gli indubbi risvolti estetici va considerata come un vero fenomeno sociale, che comporta costi sempre più elevati per le strutture sanitarie.
 Figura 1
Classificazione e stadiazione
Per la classificazione e stadiazione dell’ IVC si fa riferimento all’acronimo CEAP che
sta ad indicare:
(C) manifestazioni cliniche;
(E) fattori eziologici;
(A) distribuzione anatomica;
(P) condizioni fisiopatologiche.

Classificazione clinica (C 0-6)
Classe 0: assenza di segni clinici visibili o palpabili di malattia venosa;
Classe 1: presenza di teleangectasie o vene reticolari;
Classe 2: presenza di vene varicose;
Classe 3: presenza di edema;
Classe 4: turbe trofiche di origine venosa : pigmentazione, eczema, ipodermite, atrofia
bianca;
Classe 5: come classe 4 con ulcere cicatrizzate;
Classe 6: come classe 4 con ulcere in fase attiva.
Materiali e Metodi
Per lo studio sono stati arruolati 150 pazienti, 35 maschi e 115 femmine in classificazione CEAP tra 2 e 4, di età compresa tra i 30 ed i 60 anni e monitorati per 24 mesi.
Figura 2
A tutti i pazienti è stata prescritta la seguente terapia:
VARIXOL gocce - confezione da 50 ml
composizione: MSA (Macerato Spagyrico-Alchemico R.E 1/50) di: gemme di Castanea Vesca (castagno) 48%, gemme di Sorbus Domestica (sorbo comune) 35%, gemme di Populus Nigra (pioppo nero) 10%, giovani getti di Olea Europea (olivo) 5%, giovani getti di Rosa canina (rosa di macchia) 2%.
Impiego: migliora la permeabilità, la resistenza e la circolazione dei vasi. Insufficienza vascolare agli arti inferiori, formicolii, ematomi, vene varicose, edemi alle estremità, flebiti, emorroidi, gambe pesanti. Migliora il drenaggio (normalizzandolo) del sistema linfatico. Tonico delle pareti venose. Cellulite.
Posologia: 30 gocce 3 volte al giorno per un periodo di 8 settimane.
HERBOSOL C - 60 compresse da 600 mg
Composizione: Estratti secchi di: frutti di Rosa canina (rosa di macchia) 160 mg, frutti di Malpighia punicifolia (acerola) standardizzato al 25% in vitamina C 140 mg (apporto in vitamina C 35 mg = 58, 25% RDA). Polvere di bioflavonoidi standardizzata al 40% in esperi dina 100 mg (apporto in esperidina 40 mg).
Impiego: protegge le pareti vasali, quindi utile nelle varici, capillari dilatati e/o fragili, emorroidi. Antiossidante (protegge dai radicali liberi). Utile in tutti i casi ove necessiti un’integrazione d’assunzione di vitamina C.
Posologia: 2 compresse 3 volte al giorno per una durata di 12 settimane.
RUSCUSOL gocce - confezione da 50 ml
Composizione: MSA (Macerato Spagirico-Alchemico R.E 1/50) di: Aesculus Hypposcastanum (ippocastano) gemme 30%. TSA (Tintura Spagirico-Alchemica R.E. 1/5) di: Hydrocotile Asiatica (centella) sommità 20%, Hamamelis Virginiana (amamelide) foglie 20%, Vaccinum Myrtillus (mirtillo nero) frutti 15%, Ruscus aculeatus (pungitopo) radice 15%.
Impiego: emorroidi, cellulite, stati venosi, fragilità capillare, ulcera varicosa, varici, insufficienza venosa e linfatica, crampi muscolari, geloni, cicatrici ipertrofiche.
Posologia: 30 gocce 3 volte al giorno per 4 settimane.

Riassunto terapia:
Varixol - 30 gocce 3 volte al giorno per le prime 8 settimane;
Ruscusol - 30 gocce 3 volte al giorno per 4 settimane a pertire dalla 9 settimana;
Herbosol C - 2 compresse 3 volte al giorno per tutte le 12 settimane della terapia.
Gli acronimi TSA e MSA indicano rispettivamente delle soluzioni idroalcooliche e idrogliceroalcooliche ottenute secondo un metodo particolare messo a punto da Solanimus, metodo capace di rendere più attivi i rimedi grazie alla metodica Spagyrica con l’aggiunta di una ultoriore lavorazione che potenzia il rimedio, aumentando il contenuto dei principi attivi, così che lo stesso sarà più efficace e più efficiente, inoltre questa ulteriore lavorazione fa si che nella soluzione ci sia la pianta in toto, se consideriamo i principi Spagyrici all’interno del rimedio troveremo il Mercurio filosofico (alcool), lo Zolfo filosofico (princi attivi), il sale volatile (oligoelementi), il sale fisso (sali residui calcinati
della pianta) e lo Spirito universale
Calza elasto-compressiva 15- 18 mm/Hg
I pazienti sono stati seguiti anche da un punto di vista nutrizionale consigliando l’assunzione dei seguenti alimenti: ciliegie, frutti di bosco, mirtilli neri, more, ribes, ricche di proantocianidine, antocianidine e bioflavonoidi in grado di aumentare la resistenza dei piccoli vasi, contrastare la permeabilità capillare e le reazioni infiammatorie a danno del tessuto connettivo. Altro alimento consigliato, fonte di flavonoidi, è il grano saraceno per la presenza di rutina.
Gli alimenti il cui consumo è stato sconsigliato sono le solanacee in particolare peperoni, melanzane e pomodori, grassi saturi (latticini e carne) per evitare sovraccarichi a livello epatico utile per l’integrità del connettivo e della componente muscolare delle pareti venose.
La terapia è stata seguita a cicli trimestrali, intervallati da un mese di sospensione, i criteri di esclusione dallo studio sono stati i seguenti:
Gravidanza;
Allattamento;
TVP (Trombosi venosa Profonda) in atto e pregressa, entro un anno dalla diagnosi;
Insufficienza epatica o renale;
Cardiopatia;
Patologie del connettivo;
Altre terapie in corso per la stessa patologia.
I pazienti arruolati sono stati indagati dal punto di vista clinico e strumentale sia all’arruolamento che alla fine del trattamento.

Le valutazioni effettuate sono state:
valutazione obiettiva: eseguita mediante anamnesi del paziente ed attenta valutazione degli arti inferiori (esame clinico, ispezione, palpazione, stato della cute); valutazione soggettiva mediante scala analogica visiva (VAS): Questa scala lineare è la rappresentazione visiva dell'ampiezza del dolore. L'ampiezza è rappresentata da una linea, solitamente lunga 10cm. Al paziente viene chiesto di segnalare sulla linea fra i due estremi l'entità del dolore.
valutazione funzionale e strumentale: funzionale prova di Rima - Trendelemburg permette di fare diagnosi clinica d’insufficienza della Vena Grande Safena e della Vena Piccola Safena a livello delle valvole alla cross e delle Vene Perforanti. Studio emodinamico Ecocolor - Doppler per valutare il livello delle incontinenze venose ed il rallentato flusso nelle vene iliache, femorali, e poplitee.
Figura 3
Risultati clinici terapeutici
Dei 35 pazienti di sesso maschile 32 presentavano all’inizio del trattamento “dolore”, misurato secondo la scala VAS con un valore medio di 8,5; 2 pazienti presentavano un valore di “dolore” di 10 VAS, 1 paziente presentava un valore di “dolore” di 1,5 VAS.
A un mese dal trattamento il “dolore” era diminuito in quasi tutti i casi ed addirittura scomparso in un caso.
Grafico “dolore” maschi 1 - 32 pazienti da 8,5 a 3,5
 Figura 4 - dolore 1
Grafico “dolore” maschi 2 - 2 pazienti da 10 a 5,5
Figura 5 - dolore 2
Dei 115 pazienti di sesso femminile 80 presentavano “dolore”, misurato secondo la scala VAS con un valore medio di 8,5, 10 presentavano “dolore”, con una media di 9,5 VAS e 25 presentavano “dolore”, con una media di 4,5 VAS.
Ad un mese dal trattamento il ”dolore” era diminuito ai seguenti valori:
Grafico “dolore” 1 - 80 pazienti da 8,5 a 2,5
figura 6
Grafico “dolore” 2 - 10 pazienti da 10 a 3,5
Figura 7
Grafico “dolore” 3 - 25 pazienti da 4,5 a 0
Figura 8
Tutti i pazienti presentavano “pesantezza alle gambe” scomparsa dopo un mese di trattamento.
Grafico “pesantezza alle gambe”
Figura 9
Dei 35 pazienti maschi, 25 presentavano crampi, scomparsi dopo un mese di terapia.
Delle 115 pazienti donne, 89 presentavano crampi, scomparsi in 77 pazienti e diminuiti in 12.
I 35 pazienti maschi presentavano “bruciore” scomparso con il trattamento.
Le 115 pazienti donne, 75 presentavano “bruciore” scomparso in 70 pazienti, diminuito in 5.
Dei 35 pazienti maschi 18 presentavano “prurito” scomparso dopo il trattamento.
Delle 115 pazienti donne 25 presentavano “prurito” scomparso in 20 e diminuito in 5.
Dei 35 pazienti maschi 18 presentavano edema diminuito in 10 e scomparso in 8.
Delle 115 pazienti donne 75 presentavano edema, scomparso in 50 diminuito in 25.
PROPRIETA’ TERAPEUTICHE DEI PRINCIPI ATTIVI NEI PRODOTTI UTILIZZATI
VARIXOL gocce
APPORTO NUTRIENTI E PRODOTTI ERBORISTICI PER 150 GOCCE: MSA (Macerato Spagyrico-Alchemico R.E. 1/50) di: Castagno (Castanea vesca) gemme 2,320g, Sorbo (Sorbus domestica) gemme 1,692g, Pioppo nero (Populus nigra) gemme 0,483g, Olivo (Olea europaea) giovani getti 0,242g, Rosa di macchia (Rosa canina) giovani getti 0,096g.
La CASTANEA VESCA (gemme) agisce sui vasi linfatici. La circolazione linfatica (“il sangue bianco”) ha una responsabilità importante nella sintomatologia della gamba varicosa. Il macerato è in grado di ridurre i fenomeni di congestione ed ingorgo linfatico degli arti inferiori, di conseguenza è un eccezionale drenante linfatico nelle vasculopatie e negli edemi degli arti inferiori. La stasi linfatica gioca un ruolo primario nell’insufficienza venosa degli arti inferiori ed il gemmoterapico ha azione di drenaggio linfatico nelle gambe varicose attenuando molto la sintomatologia responsabile degli edemi e della dolorosa sensazione di gambe pesanti. Utile nelle vasculopatie, edemi degli arti inferiori, varici ed ulcere varicose. Il SORBUS DOMESTICA (gemme) è specifico per le vene, tonifica la parete venosa e ne combatte l’infiammazione. Il macerato elimina i fenomeni congestizi della circolazione venosa e ne tonifica le pareti, è anche buon fluidificante sanguigno ed il suo massimo tropismo è a livello della circolazione venosa agli arti inferiori. Utile nelle varicosità, flebiti, crisi vasomotorie, ulcere varicose, emorroidi. L’OLEA EUROPEA (gemme) è nella formulazione per la sua azione antiateromatosa, è un protettivo vascolare e coronarico, ha azione dilatatrice delle arterie e di renderle più elastiche, ha ancheazione diuretica, fa regredire gli edemi e diminuire il tasso di urea nel sangue. Il gemmoterapico elimina lo spasmo arterioso ed arteriolare in tutti i distretti arteriosi (cerebrali, coronarici, renali). Utile nella sclerosi vascolare, nell’iperglicemia, ipercolesterolemia, iperlipidemia, ipertrigliceridemia, ipertensione. Il POPULUS NIGRA (gemme) è un antispastico arterioso, favorisce l’istallazione del circolo collaterale e combatte i disturbi trofici cutanei. E’ un protettivo e spasmolitico della tonaca vasale arteriosa, riduce lo spasmo delle arterie degli arti inferiori e favorisce il circolo collaterale di compenso, ha inoltre, anche una modesta azione anticoagulante e profibrinolitica. Le gemme possiedono un’azione sulla parete vasale e di regolazione sull’innervazione simpatica e quindi, come già detto, in grado di ridurre il vasospasmo e di favorire il circolo collaterale di compenso, migliorando così l’irrorazione e la perfusione sanguigna arteriosa a vantaggio del paziente claudicante che sarà così in grado di aumentare la distanza che percorreva prima, senza avere vasospasmi.
Utile nelle arteriti. La ROSA CANINA (gemme) ci interessa per la sua azione antinfiammatoria e perché ha la capacità di ricostruire le difese immunitarie.

RUSCUSOL gocce
APPORTO COMPONENTI ERBORISTICI PER 150 GOCCE: MSA (Macerato Spagyrico-Alchemico R.E. 1/50) di: Ippocastano (Aesculus Hippocastanum) gemme 2,320g. TSA (Tintura Spagyrico-Alchemica R.E. 1/5) di: Centella asiatica (Hydrocotile asiatica) sommità 1,692g, Amamelide (Hamamelis virginiana) foglie 0,483g, Mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) frutti 0,242g, Pungitopo (Ruscus aculeatus) radice 0.096g.
Le preparazioni a base di IPPOCASTANO (Aesculus hippocastanum) sono da tempo utilizzate nella terapeutica delle patologie vascolari (diminuzione della permeabilità e della fragilità capillare), infatti attiva la circolazione sanguigna e favorisce il ritorno venoso. Se si assume giornalmente l’Ippocastano vi è una riduzione dell’attività degli enzimi responsabili della degradazione dei proteoglicani, venendo così assicurata la coesione della parete vascolare. Nei soggetti portatori di varici la concentrazione di tali enzimi, d’origine lisosomiale, aumenta notevolmente (Rombi M., 100 Plantes Médicinales, Ed. Romart, Nice, 1991, p. 169). L’Ippocastano è il rimedio principe, in quanto ha un’azione
flebotonica, nelle congestioni venose e nelle stasi emorroidali. La CENTELLA (Hydrocotile asiatica) è indicata nelle patologie di natura circolatoria in quanto è in grado di migliorare il trofismo vascolo-connettivale, ripristinando col tempo l’equilibrio emodinamico a livello del sistema micro-vasculo-tissutale. La pianta contiene derivati triterpenici (asiaticoside) dotati di proprietà modulatrici sullo sviluppo del tessuto connettivo, la pianta regolarizza la crescita dei fibroplasti evitandone la proliferazione eccessiva con la conseguente formazione di cheloidi, cicatrici ipertrofiche, aumenta la quantità del nuovo collagene sintetizzato. Il suo uso è utile in tutti i processi di cicatrizzazione del derma, perché è in grado di regolare la quantità e la qualità del tessuto connettivo neoformato e questo fa si che si ottengano tessuti morbidi e non ipertrofici.
La pianta viene usata nel trattamento delle piaghe chirurgiche, nelle ustioni leggere, nelle ulcere varicose e nella cellulite, in quanto sembra sia proprio a causa di una probabile alterazione del trofismo vascoloconnettivale che si presenta. La centella è utile per migliorare i sintomi legati all’insufficienza venolinfatica. Alcuni studi hanno segnalato l’efficacia della pianta anche nel ridurre le strie gravidiche. La AMAMELIDE (Hamamelis virginiana) viene utilizzata nell’insufficienza venosa e nella sintomatologia emorroidaria in quanto ha un’azione tonica-astringente, vasoregolatrice e simile a quella della vitamina P. La presenza di flavonoidi e di composti triterpenici, contribuisce alla
regolazione del tono muscolare delle pareti venose, questa sua proprietà fa si che la pianta sia utile in alcuni disturbi dove necessita un’azione astringente come nelle flebiti, nelle varici e nelle emorroidi. Con la tecnica della pletismografia gassosa si osserva che un composto che contiene Amamelide, Ippocastano e Idraste provoca l’aumento del tono venoso in soggetti con varici [Rohyer R., Schmidt C.L., Semaine des Hôpitaux, Paris 57, 2009-2013 (1981)]. Il MIRTILLO (Vaccinium myrtullus) contiene un glucoside antocianico (mirtillina) che gli conferisce un’azione vasoprotettrice ed antiedematosa, l’attività di questi principi si manifesta soprattutto a livello del microcircolo, aumentando la resistenza dei capillari, rafforzandone le pareti, e diminuendone la permeabilità (attività antipermeabilizzante vasale), da ciò si può anche constatare la sua azione simile a quella della vitamina P. Il Mirtillo è quindi utile nella terapia della fragilità capillare, nei disturbi della permeabilità capillare e nelle turbe vascolari. Molti sono gli studi clinici sulle preparazioni a base di antociani che ne dimostrano l’efficacia a livello del microcircolo, anche l’industria farmaceutica ha attinto dal mondo vegetale per produrre preparati a base di antociani e di mirtillo per trattare la fragilità capillare, turbe della circolazione venosa, flebopatie ed emorroidi (in particolare pre e post-partum). Il PUNGITOPO (Ruscus aculeatus) contiene un principio attivo chiamato ruscogenina che ha proprietà antiedemigene, antinfiammatorie, vasocostrittrici sulla microcircolazione ed è in grado di modulare la permeabilità e la resistenza capillare con un’azione simile a quella della vitamina P (M. Pedretti, Chimica e farmacologia delle piante medicinali). Per le sue proprietà venotoniche, antinfiammatorie ed astringenti il Rusco è utilizzato come rimedio d’eccellenza nel trattamento delle emorroidi e varici. Weiss segnala che il Rusco è efficace nelle sindromi anorettali, soprattutto nelle emorroidi, ove c’è una decongestione dei noduli emorroidali infiammati che si sgonfiano dando così al paziente un senso di sollievo. Anche Leclerc ha segnalato l’uso del Rusco nelle emorroidi riportando l’esperienza di Caujolle e collaboratori (Toulouse médical, 1952) i quali hanno provato che si hanno miglioramenti considerevoli, rapidi e duraturi, in taluni casi hanno il valore di una vera guarigione, con la somministrazione di 30-50 gocce di una soluzione idroalcoolica al 10%, ovvero con un R.E. 1:10 (R.E. della TSA 1:5 = concentrazione doppia dei principi attivi rispetto al R.E 1:10) di radici di Rusco. Sono ormai numerose le osservazioni cliniche che mettono in evidenza le proprietà vascoloprotettrici e venotoniche del Rusco che dimostrano l’efficacia del fitocomplesso nel migliorare la sintomatologia legata alla insufficienza venosa ed alla crisi emorroidaria (Bruneton, 1993).

HERBOSOL C compresse
APPORTO COMPONENTI ERBORISTICI PER 4 COMPRESSE: Rosa di macchia E.S. (Rosa canina) frutti 640mg, Acerola E.S. (Malpighia punicifolia) frutti, titolata al 25% in vitamina C 560mg (apporto complessivo in Vitamina C 140mg = 233% RDA), Bioflavonoidi polvere 400mg (apporto in esperidina160 mg), cellulosa microcristallina, calcio fosfato. Antiagglomeranti: magnesio stearato vegetale, biossido di silicio.
La ROSA DI MACCHIA (Rosa canina) contiene le vitamine C, K, P, A, B1, B2, dei carotenoidi, pectine, tannini, acidi polifenoli, olio essenziale e vanillina. Grazie a tutti questi principi attivi ha una forte azione vasoprotettrice (rafforzata dal sinergismo con i bioflavonoidi), antinfiammatoria e diuretica. I frutti hanno un valore molto elevato di vitamina C la quale è altamente disponibile ed assimilabile. L’ACEROLA (Malpighia punicifolia) è molto ricca di vitamina C, superiore di ben cento volte a quella degli agrumi, contiene anche bioflavonoidi, vitamine del gruppo B e quote significative di ferro, fosforo e calcio. È una pianta arborea caratterizzata da frutti simili a ciliegie. La Vitamina C, tra le sue varie funzioni, partecipa alla trasformazione del Triptofano in serotonina che, a sua volta, può essere utilizzata dall’organismo per produrre la melatonina. La pianta ha proprietà vitaminizzanti, astringenti ed antinfiammatorie. L’Acerola costituisce la principale fonte naturale del complesso vitaminico C, costituito dal fattore C1 (acido ascorbico) unitamente al fattore C2 (pentaidrossi-3-flavanolo), entrambi necessari per svolgere l’azione antiossidante ed immunostimolante. L’acerola fortifica l’organismo contro l’influenza ed il raffreddore, migliora l’assimilazione del ferro, combatte i radicali liberi, fortifica le pareti delle arterie e dei vasi capillari; associata alla rosa canina ed ai bioflavonoidi potenzia l’assimilazione e l’azione della vitamina C nell’organismo. I BIOFLAVONOIDI sono ricavati dal limone e dall’arancia e se, associati all’acido ascorbico, (vitamina C) contenuto nella rosa canina e nell’acerola, hanno un’azione sulla protezione dell’endotelio vasale. I bioflavonoidi vanno a formare il nucleo attivo della vitamina C2 (fattore vitaminico P) ed è per questo che hanno una notevole capacità di aumentare la resistenza capillare e diminuire la permeabilità.

Conclusioni
Lo studio effettuato ha dimostrato un netto miglioramento della sintomatologia presente nei pazienti trattati quali: dolore, prurito, pesantezza, crampi ed edema. In alcuni casi, attualmente oggetto di valutazione, c’è stata una diminuzione dei calibri delle varici. L’associazione del Varixol, Herbosol C e Ruscusol, grazie all’azione dei suoi componenti, si è dimostrata trattamento d’elezione per la sintomatologia dell’insufficienza venosa cronica.
Bibliobrafia
1) Malte Ludwig- Medicina vascolare nella pratica ospedaliera e ambulatoriale - Verduci editore.
2) G.B. Agus – Insufficienza venosa acuta e cronica – edizione Sinergie.
3) Per chi volesse approfondire su TSA e MSA può visitare il sito www.herboplanet.eu o rivolgersi direttamente alla Herboplanet s.r.l.

Autore dello studio
Dott.ssa Lidia Cristaldi Medico Chirurgo Spec. in Angiologia, Igiene e Medicina Preventiva,perfezionata in Rischi e Patologie del Lavoro - Giarre (CT) -E-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

ECOCOLORDOPPLER

Che cos’è l’ecocolordoppler?
Si tratta di una tecnica non invasiva di diagnostica per immagini che permette la visualizzazione ecografica dei vasi sanguigni e lo studio del flusso ematico. In particolare, tramite l’ecocolordoppler è possibile vedere il movimento nei vasi e studiare il quantitativo di sangue che giunge ad un organo o struttura.
Questa metodica si rivela molto utile nella diagnostica delle patologie vascolari, permettendo di monitorare nel tempo stenosi arteriose e venose, aneurismi, trombosi e insufficienze venose.


Come si svolge
L’ecocolordoppler è un esame che non reca alcun dolore o fastidio.
Il medico fa distendere il paziente, denudato nella parte da esaminare, su di un lettino e lo spalma con un gel denso per eliminare le bolle d’aria . Dopodiché, tramite la sonda appoggiata sulla regione da esaminare, procederà con la visualizzazione delle immagini.
 
ECO-COLOR DOPPLER DEI TRONCHI SOVRAORTICI (TSA)
Che cos’è?
L’esame di scelta per la diagnosi e per lo screening delle malattie cerebrovascolari è l’ecocolor Doppler dei Tronchi Sovraortici. Esso rappresenta una metodica semplice, non invasiva, a basso costo, riproducibile, in grado di documentare con sufficiente accuratezza una patologia stenosante od occlusiva a carico delle arterie esaminate assumendo anche informazioni di carattere prognostico.
L’Eco-color Doppler TSA è una metodica di analisi dei segnali ultrasonori che consente di valutare la velocità del sangue dei segmenti arteriosi studiati (in questo caso vengono valutati il sistema carotideo e quello vertebro-basilare), tale dato è correlabile al flusso ematico e alla presenza di eventuali riduzioni del lume vasale.

A cosa serve?
L’eco-color Doppler TSA consente di studiare la morfologia dei vasi, la loro pervietà e calibro; di riconoscere le lesioni aterosclerotiche (placche), il conseguente grado di stenosi e l’evolversi di questi fenomeni nel tempo. Lo studio eco-color Doppler TSA trova numerose indicazioni, alcune basate una sintomatologia neurologica, quali ad esempio un ictus recente o un TIA (attacco ischemico transitorio) ed alcune di screening in pazienti con fattori di rischio, quali ad esempio ipertensione arteriosa, diabete, ipercolesterolemia, fumo.
L'Ecocolordoppler arti inferiori arterioso o venoso.
Viene effettuato in genere per accertare la funzionalità del reflusso e l'eventuale presenza di trombi venosi superficiali o profondi, e per quanto riguarda l'aspetto arterioso, per esaminare l'aspetto morfologico delle arterie dell'arto in esame alla ricerca di eventuali stenosi, occlusioni o aneurismi. Normalmente nell'esame vengono esplorate l'arteria e la vena femorale comune, l'arteria profonda, l'arteria e la vena poplitea, le arterie tibiali, le vene gemellari, la grande e la piccola safena e altre vene collaterali accessorie.
 Figura 1Figura 2
 

LINFOPRESSOTERAPIA

La Linfopressoterapia è un trattamento di tipo Medico-estetico che viene praticato a chi soffre di ritenzione idrica, sovrappeso o per migliorare gli inestetismi della cellulite,si basa sulla pressione degli arti del paziente, attraverso un'apparecchiatura specifica. Le zone trattabili sono normalmente gli arti superiori ed inferiori.
La Linfopressoterapia rappresenta una valido metodo in grado di favorire una corretta circolazione venosa, diminuendo la tensione muscolare causata da stress o da dolori cronici e acuti; grazie alla sua azione di pompa, favorisce infatti il ritorno venoso, aumentando l'irrorazione dei tessuti ed il loro conseguente corretto rinnovamento fisiologico.
La Linfopressoterapia è dunque in grado di risolvere il problema del sangue che potrebbe ristagnare in vasi sanguigni danneggiati, o comunque in zone del corpo non correttamente irrorate. La compressione esterna permette inoltre ai fluidi interstiziali in eccesso di ritornare più facilmente nel sistema circolatorio, in modo da potere essere correttamente e rapidamente eliminati, favorendo in tal modo un corretto funzionamento del sistema linfatico.
Indicata in pazienti con principi di ristagno venoso, insufficienza circolatoria, lesioni trofiche e flebiti, fibrosi cutanea reattiva ed edema duro, post interventi chirurgici, patologie articolari ed ipotonie.

LA MEDICINA OMEOPATICA

L’Omeopatia è la più conosciuta tra le medicine non convenzionali, essa propone un tipo di cura che guarda alla totalità della persona e non solo alla malattia in sé. La nascita dell’Omeopatia viene collocata tra ‘700 e ‘800 ad opera di Christian Samuel Friedrich Hahnemann, ma le nozioni che vi sono alla base, risalgono a tempi ancora più antichi, tanto che il padre dell’Omeopatia viene considerato Ippocrate (450-400 a.C.).
Christian Samuel Friedrich Hahnemann
Christian Samuel Friedrich Hahnemann
 
“Per guarire una malattia, bisogna somministrare all’individuo che ne è affetto, un rimedio che gli provocherebbe, se fosse sano, la malattia che lo affligge.” Christian Samuel Friedrich Hahnemann
Il termine Omeopatia – dal greco “omoios” (simile) e “pathos” (malattia) è una metodica terapeutica o meglio, una metodica medica che utilizza in dosi infinitesimali una sostanza di origine vegetale, minerale o animale, a diverse concentrazioni o diluizioni; sostanza che a dosi tossiche o subtossiche provoca nell’uomo sano gli stessi sintomi riscontrabili nel malato in esame.
L’Omeopatia si basa su alcuni principi fondamentali tra cui:
legge di similitudine e l’uso di dosi infinitesimali.
 
pills
 
Prendiamo in esame la legge di similitudine: “SIMILIA SIMILIBUS CURENTUR”. Ciò significa che ogni sostanza farmacologicamente attiva, somministrata ad un individuo sano in dose ponderale, provoca dei sintomi (azione patogenetica) caratteristici della sostanza somministrata. La stessa se somministrata ad un paziente in dose infinitesimale, guarisce la malattia (azione terapeutica) i cui sintomi sono simili a quelli prodotti sperimentalmente dalla stessa dose ponderale.
Per esempio: ad un soggetto sano somministriamo a dosi ponderali “ACONITUM NAPELLUS”, provocherà i seguenti sintomi: febbre con brividi violenti, calore e arrossamento del volto improvvisi, dilatazione delle pupille, irrequietezza, sete di bevande fredde, ecc. La stessa sostanza se somministrata a dosi infinitesimali, guarisce i casi di febbre che presentano le stesse caratteristiche.
Perché si utilizza la dose infinitesimale?
Perché bastano dosi talmente piccole da far sprigionare al medicamento la sua azione terapeutica.
l’omeopatia tiene conto,essendo una medicina olistica, dell’inscindibilità tra mente e corpo, in quanto ogni patologia che colpisce un organo o un apparato è in realtà l’espressione dello squilibrio dell’intero organismo,quindi prenderà in considerazione tutti i sintomi, in particolare quelli rari, peculiari e caratteristici dell’individuo.
La ricerca in omeopatia ha dimostrato che gli individui caratterizzati da un certo aspetto morfologico avranno in comune certe tendenze patologiche. Per lo studio di ciò ci vengono in aiuto le “costituzioni”. La Costituzione è l’insieme dei caratteri fisici (morfologia) e psichici (temperamento) dell’individuo. La differenza morfologica tra le costituzioni è un fatto ereditario dovuto alla prevalenza di uno dei tre foglietti embrionali:
  • Ectoderma;
  • Mesoderma;
  • Entoderma.
Per capire cosa sono dobbiamo tornare indietro con il tempo a quando eravamo nel ventre materno;
dalla seconda settimana di sviluppo fino ad arrivare alla fine del secondo mese di vita (periodo embrionale;lasso di tempo in cui si sviluppano tutti gli organi ed apparati del nascituro). Durante questa fase l’ectoderma dà origine a quegli organi e strutture che mantengono i contatti con il mondo esterno:
il Sistema Nervoso Centrale, il Sistema Nervoso Periferico, gli Epiteli Sensoriali, l’Orecchio, l’occhio, il naso, l’epidermide.
Se predomina l’ectoderma il soggetto avrà costituzione longilinea o fosforica con Tendenze patologiche come: esaurimento psicofisico, acne giovanile, congestione venose periferiche da ipotensione,ecc.
v>Il Mesoderma dà origine ai tessuti di sostegno come cartilagineo ed osseo, alla muscolatura, alle cellule del sangue, al rene, alla milza.
Se predomina il mesoderma il soggetto avrà costituzione normolinea o sulfurica con tendenze patologiche come: manifestazioni allergiche, congestive (emorroidi, ipertensione arteriosa, spasmi, infarto), ecc.
L’entoderma dà origine all’apparato respiratorio, alle tonsille, alla tiroide, al fegato, al pancreas.
Se predomina l’entoderma il soggetto avrà una costituzione brevilinea o carbonica con tendenze patologiche come: disturbi metabolici (obesità, diabete, ipercolesterolemia, uricemia, azotemia), malattie della pelle, ecc.
 
malattie pelle
 
LA MEDICINA OMEOPATICA Ha una sicura azione preventiva di rafforzo delle difese dell’organismo.
Può essere utile sia nelle patologie acute che in quelle croniche. Ha una lunga durata d’azione
E’ sicuramente economica sia per il singolo che per la comunità.
Obbligando il medico a guardare con più decisione cosa si nasconde dietro il sintomo permette di evitare innumerevoli esami strumentali e ricoveri ospedalieri.
La terapia è altamente personalizzata, Valorizza il rapporto medico-paziente,Migliora la qualità della vita,anche nelle patologie irreversibili.
 
Scientificità dell’Omeopatia
Si è riusciti però soltanto negli ultimi anni a chiarire il meccanismo di azione del farmaco omeopatico, grazie ai risultati di un nuovo ramo di ricerca: la ricerca omotossicologica, cioè, letteralmente, la ricerca dei fattori velenosi per l’Uomo (omotossine). Da questi studi è scaturita una nuova immagine globale della Medicina basata sui risultati più moderni delle ricerche biochimiche, fisiologiche, farmacologiche e mediche in genere. La scienza omotossicologica parte dal presupposto che tutti i processi vitali avvengono con trasformazioni chimiche. Pertanto è di particolare importanza identificare quei principi chimici che, in caso di malattia, sono identici ai veleni che hanno portato alla manifestazione patologica. Queste sostanze patogene, dopo somministrazione dell’appropriato omeoterapico, si possono riscontrare nelle escrezioni (sudore ed espettorato,dopo l’uso di Aconitum nell’influenza, ad esempio) oppure come pus durante il tratta-mento omeopatico di ascessi. L’Omotossicologia è arrivata, partendo da queste considerazioni, alla chiarificazione basilare del concetto di malattia che aveva sempre datoorigine alle più svariate interpretazioni.
 
Il concetto di malattia secondo l’Omotossicologia
Secondo l’insegnamento omotossicologico, tutti quei processi, quadri clinici e manifestazioni che noi chiamiamo malattie sono espressione della lotta dell’organismo contro tossine per renderle innocue e poi espellerle.
L’organismo può vincere od anche perdere questa battaglia, in ogni caso, quei processi che noi chiamiamo malattia, non sono altro che utili funzioni biologiche, tendenti alla difesa contro i fattori tossici, finalizzate cioè alla disintossicazione naturale. L’organismo cerca comunque e sempre di compensare i danni subiti e che non era riuscito nel frattempo a neutralizzare. Si sa da tempo che la febbre, per esempio, non è affatto una reazione senza scopo, ma è un segno di intensificata attività immunitaria (Hoff), tant’è che si è cercato anche di provocare la febbre a scopo terapeutico. Ricordiamo a tal fine il trattamento introdotto da Wagner-Jauregg della paralisi progressiva e della tabe dorsale con inoculazione della tossina malarica, così pure la terapia con albumina non specifica, oppure le iniezioni di latte e trementina al fine di provocare una reazione febbrile. In ogni caso di malattia, pertanto, si può assumere che si tratti sempre di una difesa contro tossine oppure di un tentativo di compensare danni causati da una sostanza tossica.

Il sistema difensivo contro le tossine
Si sono esaminati tutti i sistemi difensivi dell’organismo alla luce dell’Omotossicologia e si è constatato che l’intero sistema è interpretabile alla luce della psico-neuro-endocrino-immunologia (PNEI) e può essere raggruppato in cinque meccanismi difen-sivi, al cui insieme si è dato il nome di “Sistema della Grande Difesa”. Questi sottosistemi, collegati tra loro, hanno come scopo la disattivazione di tutte le sostanze tossi-che penetrate nell’organismo e quindi la loro espulsione, come pure la disattivazione e l’eliminazione di tutti quei metaboliti intermedi la cui concentrazione fuori norma può recare danni.